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Credo che questa sia la risposta migliore che si possa dare ai mille
luoghi comuni che via via nei secoli hanno preso forma e dato diverse
connotazioni al gioco del lotto. Sono pochi coloro che danno il giusto significato alla parola
“gioco”, troppi quelli che la rappresentano con le manifestazioni
estreme che possono aver luogo nel gioco, come in tutte le altre cose.
Coloro che cercano nel lotto o in altre attività ludiche emozione,
creatività, aspettative sono indubbiamente i migliori, quelli che hanno
saputo conservare un rapporto privilegiato con la natura e l’istintività
dell’uomo. Difatti, dalla mente dell'uomo non può sparire
completamente, come per magia, l'istinto che dalla nascita l'ha guidato
attraverso il gioco alla scoperta delle cose. Una traccia più o meno
grande, più o meno gradita rimane sempre. Il gioco non ha nulla di negativo, così come in una buona bottiglia di vino non c'è nulla di male. E'
l'uso che l'uomo fa di queste ed altre cose che è male. E' l'eccesso
che è dannoso. E' dall'abuso, dalla mancanza di misura, che vengono i
guai. Chi abusa del cibo rischia l'obesità, chi eccede nel bere
alcolici diventa alcolizzato. L'eccesso nel gioco porta alla dissolutezza.
Chi invece mangia e beve con misura gode dei doni più belli della natura,
così come chi, giocando con moderazione, ritrova le tante ed importanti
emozioni dell'infanzia, quelle con le quali ha imparato a sperare, a
sognare e a gestire la propria vita. Un uomo saggio ed equilibrato
gioca solo il superfluo, perché tutto il resto di cui dispone serve
per cose più importanti. Purtroppo chi ha il compito di informare,
distingue fra pratica equilibrata ed eccessi, ma quando si tratta del
gioco sembra che tutti conoscano solo le manifestazioni eccessive e tutto
questo non giova certamente alla pratica corretta di qualcosa che rimane
comunque alla base della creatività e della conoscenza. Prof.
Sandro Pazzaglia Nel gioco trova soddisfacimento un’esigenza primaria che è anzitutto di ordine psico-biologico |